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venerdì 17 gennaio 2014

Tutor Dogs




The mechanism of "Tutor Dogs" was introduced in Italy through very careful, systematic observation of social relations between domestic and wild canids.

Claudio Mangini - one of the most important European movie animal trainer - created this particular mechanism in 1996 (described in detail in 1998) to support a dog on the road to recovery from intraspecific and interspecific aggression and social phobias (including deprivation toward different types of stimuli).



The mechanism was improved over the years to become one of the most effective therapy alternatives for “aggression” rehabilitation.




The mechanism is grounded in applied ethological principles and it is based on chemical communication among highly trained dogs, guided use of proxemics and press / release movements indicated by the Tutor Dogs trainer.


Over the years, this mechanism has proved particularly successful and it has solved hundreds of “borderline” cases  with a few working sessions.




Claudio Mangini - its creator - is currently working to raise awareness of this mechanism beyond the borders of Europe. 

















Definition and goals 
of 
"Tutor Dogs"

<<The tutor dog is a sociable dog able to teach and restore the correct behavioural patterns to a conspecific (called "patient dog") by moving according to the directions of the conductor. The conductor works following a precise program (called the "mechanism") that aims at the elicitation of endogenous in dog patients, mirroring in any form the © ERA training module.
The area of ​​interest of this mechanism - and therefore also of the tutor dogs – belongs to the fields of intraspecific and interspecific aggression and social phobia. Its goal is the significant change / improvement in mental representations of the patient dog resulting in a restoration of appropriate responses to  intraspecific and interspecific stimuli.>>








Water training and aggregating elements 
for the resolution of canine aggressiveness













Workshop Program


- Ethogram of the dog
- Dog's perceptual channels
- Dogs' olfaction
- “Backward chaining”
- Dog’s behavioural recovery (aggression, phobias)
- Elements of canine proxemics
- Elements of canine psychology
- Dog’s five areas and their use in the intraspecific and interspecific field
- Dog’s learning ability
- Dog reading tips –cold reading techniques used in the canine sector
- Elements of biology
- Elements of applied ethology
- Elements of neoteny
- Chemical communication in dogs
- Social statuses and their application to the Tutor Dogs mechanism
- Training a Tutor Dog
- Creation of the combination: “Tutor Dogs’ Canine Techniques Unit”
- Dog's motivations
- Cooperation between species
- Shared and shareable values
- Tutor Dogs: what they are and how they work
- Tests on patient dog
- Accreditation
- The posture: dog body language
- The concepts of "pressure" and "release"
- Work’s drive
- Trigger points and contextualizations
- Smell traces and effluvia
- The games of friendship, the shielding and gates (triangulation, cross)
- Driven restoration of correct behavioural response patterns in patient dog
- Water training and aggregating elements for the resolution of canine aggressiveness

- E.R.A.© gym and tools





For further information about workshop organization, events and illustrative material please write to this e-mail address: 
claudiomangini@yahoo.it

venerdì 22 novembre 2013

Recupero comportamentale "Tibu"


Anche la storia di questo dogo argentino è comune a quella di tante altre, ma si può leggere più facilmente attraverso questo Link


Approfittando di una formazione che feci in Sicilia per i nuovi operatori di "Cani Tutor" decisi di andarlo a vedere in quel di Avola (Siracusa); anche per farmi un'idea più precisa sull'attacco che aveva sferrato ad una volontaria del canile che lo ospitava.








Si chiamava "Raul" - un nome con il quale avevo già avevo avuto a che fare in passato - e per lui era stata disposta l'eutanasia per "accertata pericolosità".
In accordo con il canile sanitario, con i medici veterinari e con l'Associazione che gestisce le adozioni, venne quindi chiesta dai volontari una proroga per tentare un recupero comportamentale a pochi giorni dalla data della sua morte.
Accettai l'invito ed il cane dopo un po' di tempo prese la strada per le Marche ed affrontare il lavoro di recupero.
Per motivi di sicurezza, il cane arrivò sedato e posto all'interno di un trasportino, il quale - a sua volta - era inserito all'interno di un'ulteriore gabbia.








Quando mi avvicinai per dargli il benvenuto, lui rispose così:





<<Poco male>> pensai tra me <<Ormai arriva di tutto... e tu non sarai certo l'ultimo>> iniziando a lavorarci sopra 24 ore dopo.

Decisi subito di cambiargli nome: lo chiamai "Tibu" - in onore al brigante maremmano "Tiburzi".
La prima cosa che andava fatta - come sempre - era spogliarlo; metterlo cioè di fronte a diversi stimoli per osservarne le reazioni.




Dopo aver fatto ciò, ed averlo messo in sicurezza ("mettere in sicurezza" significa lavorare in un modo tale che la risposta agli stimoli da parte del cane non sia di tipo aggressivo) iniziai il lavoro di fidelizzazione.





Ottenuto questo, cominciai con il lavoro in libertà; percorso in cui il cane inizia a familiarizzare con l'ambiente in modo autonomo, approcciandosi al contempo all'educazione di base.





"Tibu", dopo i vari test, non si dimostrò affatto socievole con i suoi conspecifici, ma ancora una volta furono i "Cani Tutor" a porre rimedio a questo problema.

Questo è il risultato ottenuto a fine lavoro.
Nel filmato "Tibu" si relaziona con un soggetto maschio a lui completamente sconosciuto.









Il lavoro è finito, e "Tibu" è pronto per la sua nuova vita.

Eccolo nella sua nuova famiglia e nella sua nuova casa






...ed eccolo a distanza di qualche mese







Un recupero comportamentale ha senso, e si può definire tale, solo quando il cane paziente può essere adottato da chiunque e non esclusivamente da un cinofilo esperto, come purtroppo spesso accade.
Questa particolare branca della cinofilia - oggi troppo inflazionata quanto intesa in modo semplicistico - necessita di un lungo periodo di apprendistato, molta esperienza e competenze specifiche.
Pensare di "ottenere il diploma" in una qualunque scuola cinofila e cominciare ad occuparsi di cani problematici, è il primo grande errore le cui conseguenze vengono inevitabilmente pagate dai cani stessi.



Buona vita Tibu da tutti noi!!!

mercoledì 20 novembre 2013

Recupero comportamentale “Marlon”


"Marlon" è un giovane dobermann che ha visto ben sette educatori/istruttori cinofili prima di arrivare a me, ottenendo questo risultato:



(figurante: Giorgia Stilo)



Il cane mostrava evidente aggressività interspecifica e durante i test venne fuori anche qualche problema sul fronte intraspecifico.

Lo conobbi ad un seminario vicino a Verona, occasione nella quale si presentò assestandomi un vigoroso morso alle spalle.
Marlon non ci mise molto a ripetersi alcuni giorni dopo durante i primi tentativi di approccio perforandomi un piede da parte a parte.
Poco male: chi fa questo mestiere – sul campo, e non online – mette in conto questi episodi ed è abituato a vederli come una costante della propria quotidianità.

Nonostante il cane fosse passato da vari tipi di approccio – da quello gentilista a quello “classico” – l’ingestibilità era ormai arrivata ad un punto tale che nemmeno il veterinario poteva avvicinarsi per una semplice visita.
Da qui, la necessità di cominciare un percorso mirato nel quale si sono distinti – come sempre -  i miei formidabili “Cani Tutor” e l’etologia applicata.
Il lavoro di recupero è durato meno di un mese, ed il cane – con appropriate e specifiche tecniche – ha dimostrato una progressiva collaborazione, fino a diventare uno dei miei migliori ospiti.


Di seguito alcuni filmati relativi ai primi periodi di lavoro













Dal punto di vista intraspecifico, Marlon si mostrava piuttosto invadente negli approcci con i conspecifici e – a causa della sua insicurezza dovuta alla scarsa socializzazione – finiva con il mordere qualunque cane (maschi, femmine e cuccioli) incontrasse.
Come prescrive il meccanismo dei “Cani Tutor”, si comincia quindi con il “cold reading” (lettura a freddo – vedi libro “I cani tutor” – edizioni Altea - Roma), attraverso un area dedicata chiamata “reading gate”.

E’ una struttura simile al box, ma posta indoor, nella quale il cane paziente staziona per uno/due giorni e si limita ad osservare (e ad essere osservato) i cani tutor che si prenderanno cura di lui.
I cani tutor vengono inviati a conoscere il cane paziente attraverso una sequenza precisa e guidata (non casuale) tenendo presente i loro vari status sociali (vedi libro per le sequenze di invio sullo stimolo).

In questo filmato viene mostrato l’invio di un cane "balia" (femmina - pastore belga malinois), di un cane "beta" (femmina - staffordshire bull terrier) e di un cane "omega" (maschio - american shepperd mix - maschio).
Il cane "omega" viene invitato a mantenere la posizione per la "cold reading" dell'operatore cinotecnico.

NB: I comandi di invio e ritorno degli altri cani tutor sono guidati con il corpo da parte dell'operatore cinotecnico - e non con la voce - per limitare al massimo le possibili alterazioni sul fronte della comunicazione intraspecifica.





Il lavoro è stato quindi spostato sul fronte outdoor, dove Marlon comincia a prendere confidenza – in modo guidato - con i vari stimoli, con gli “effluvi” ed i “coni d’odore” dei cani tutor, e con tutti gli step del meccanismo (i “sette periodi”).
Partendo dalla definizione del “punto d’innesco”, fino all’attraversamento delle varie figure che lo compongono, si arriva ad un momento in cui nel meccanismo si  cerca di creare “l’accredito” con un singolo cane tutor; generalmente un “omega” o un “balia”.
La scelta tiene conto della soggettività riferita al cane paziente e del problema specifico.
In questo caso è stata scelta la femmina “balia” a causa dei numerosi deficit intraspecifici di cui soffriva Marlon.
L’accredito serve per il passo successivo: “la mediazione intraspecifica” con un altro conspecifico che solo il cane tutor conosce (nel caso specifico un maschio "alpha")

Il risultato è quello che si evince in questo breve filmato




Dopo questo passo, vengono inseriti i proprietari del cane paziente nel "drive di lavoro" (il lavoro di mediazione del cane tutor assume pertanto valori e caratteristiche molto più articolate)


Cani tutor: "Eugenio" (maschio alpha) e "Kissing Fine" (femmina balia)


NB: il ruolo del “mediatore” - ed il lavoro che questi svolge - non ha nulla a che vedere con lo “splittare” (dall’inglese “split”=“dividere”). Si noti infatti la connotazione della mediazione stessa, la quale è esente da ogni forma di violenza o divisione interpretata nella peggiore accezione del termine.
I cani, semmai (soprattutto alcuni status sociali ben definiti), splittano in modo autonomo e naturale, ma secondo il meccanismo dei cani tutor - se questo dovesse accadere - verrebbe ritenuto un fallimento, dal momento che la sicurezza dei cani (pazienti e tutor) viene messa al primo posto nella scala dei valori (nda).


Marlon viene quindi accreditato su un “intermedio” proveniente da un altro branco per verificare quanto il cane “balia” gli abbia trasmesso e la capacità personale di fare quindi riferimento alle proprie risorse endogene (cognitive).

NB: si noti nel finale del video lo "scambio delle basi", uno dei punti cardine che vengono guidati nel meccanismo cani tutor, il quale è ormai completamente ripristinato in Marlon (autonomamente).







Dopo l’ottenimento di questo risultato, viene messo nuovamente in atto il meccanismo dei cani tutor (effluvi e coni d’odore - vedi illustrazione)



(illustrazione di Marco Latella © - "I cani tutor" - edizioni Altea)



Parteciperanno al meccanismo - uno alla volta - i singoli elementi di un intero branco stabile sconosciuto a Marlon, con il conseguente inserimento di altre due figure sociali: “beta” e “omega”.
A mediare la socioreferenza il soggetto “intermedio” ed il soggetto “alpha” con cui Marlon si era già confrontato.

La presenza dei proprietari è a questo punto fondamentale e continua fino alla fine del percorso.





A questo punto Marlon viene messo di fronte ad altri due soggetti maschi (e a conduttori sconosciuti) che hanno appena finito il recupero comportamentale con lo stesso meccanismo (in questo caso, cane corso e alaskan malamute) per le verifiche di rito che simulino la quotidianità che lo attende una volta tornato a casa.