domenica 18 gennaio 2015

Dico "no"




Dico no alla guerra dei “mi piace” quando il campo di battaglia è rappresentato dalla pelle dei cani.

Dico no a chi sostiene che il cane non debba essere addestrato.

Dico no a chi vorrebbe risolvere i problemi comportamentali del cane con gli psicofarmaci.

Dico no a chi - in caso di problemi - propone l’asportazione dei canini.

Dico no a chi permette a gente con questa cultura di venire in Italia a professare il suo pensiero.

Dico no a chi pensa che lo "spring pole" sia una forma di maltrattamento. 

Dico no a chi rivende il termine "comando" in un più populista "indicazione", mettendosi arbitrariamente al di sopra delle parti.

Dico no a chi trova nella cinofilia un modo facile per uscire dal proprio anonimato.

Dico no a chi usa il cane per motivi fallocentrici, o per riempire i vuoti del suo ego.

Dico no a chi crede che essere campioni in una qualunque disciplina sia sinonimo di professionalità e amore per i cani.

Dico no a chi crede, ed insegna a vedere, nel proprietario/conduttore o nel trainer, la figura del "capobranco".

Dico no a chi crede che i cani siano così stupidi da non riconoscere la differenza tra il loro mondo ed il nostro: tra un capobranco ed un più semplice punto di riferimento.

Dico no a chi sostiene che la pettorina non faccia danni.

Dico no a chi nega l’evidenza.

Dico no a chi distorce l’evidenza.

Dico no a chi non conosce l'anatomia del cane e se ne fotte dei danni delle pettorine da passeggio, solo perché glielo ha detto il Guru di turno o il veterinario ignorante.

Dico no a chi non ragiona con la sua testa perché è più facile farsela montare.

Dico no a chi usa un guinzaglio superiore alle misure consentite dalla Legge (1,50 m).

Dico no a chi pensa che  "pettorina o collare?" sia una domanda intelligente.

Dico no a chi crede che il trauma di un cane sia "per sempre" e irrisolvibile.

Dico no al Kong e all'imbecillità di chi lo propone, viste le alternative.

Dico no a chi vede nel Kong uno strumento che "dia competenze".

Dico no alla copertina, perché ho visto troppi cani con la dipendenza da questo diabolico strumento.

Dico no all’ignoranza cinofila e ai Guru che la diffondono.

Dico no alla chiusura mentale, alle Sette cinofile e ai veterinari che le spalleggiano.

Dico no alle ideologie e alle correnti di pensiero che ostinatamente tentano di eliminare la realtà etologica.

Dico no a chi giustifica il proprio pensiero estinguendo l’argomentazione e la sostanza.

Dico no all'impersonalità.

Dico no a chi crede di omologare la relazione uomo-cane.

Dico no a chi insegna l'omologazione.

Dico no alla violenza in ambito addestrativo.

Dico no a chi crede che esista differenza tra educare ed addestrare.

Dico no ai corporativismi.

Dico no ai cinofili che non hanno il coraggio di fare un passo indietro.

Dico no a chi tenta di distruggere il ragionatore perché non ha le palle per distruggere il ragionamento.

Dico no a quel relatore gentilista pizzicato in un campo pieno di collari elettrici.

Dico no a chi interpreta il cane come un deficiente.

Dico no all’imbecillità del luring.

Dico no a chi propone di selezionare cani che non sono più tali, ma meri specchi dell’abominevole pensiero Disneyano del nuovo millennio.

Dico no a chi pensa che i cani debbano andare tutti d’accordo.

Dico no a chi – di fronte ad un problema - propone l’isolamento di un cane o il suo abbattimento.

Dico no a chi ha fatto della didattica cinofila una circonvenzione di incapaci.

Dico no a chi non ha il coraggio di mettere un punto di domanda davanti ad un fallimento.

Dico no a chi resta arrocchettato sulle sue posizioni e non ha capacità di ascolto.

Dico no alla foto del gorilla abbracciato alla tigre.

Dico no a chi vede la dinamiche della natura come una Associazione Gentilista nella quale regna  solo il sorriso e la felicità.

Dico no a chi fa volontariato senza avere competenze.

Dico no a chi crede che un cane sia alla portata di chiunque.

Dico no ai canifici, ai diplomifici e ai cagnari.

Dico no alla superficialità.

Dico no a chi ritiene che il “made in Italy” non riguardi il mondo dei cani.

Dico no ai neofiti che non hanno rispetto di chi - da sempre - si occupa di cinofilia.

Dico no agli esami formali che vengono fatti dagli Enti cinofili, i quali rilasciano attestati fasulli.

Dico no alla Cinofilosofia: il cancro della relazione uomo-cane.

Dico no a chi sfrutta l’ideologia animalista per commercializzare la propria immagine.

Dico no a chi sfrutta l’ideologia populista per dare un’immagine pulita di se, che in troppi casi non gli appartiene.

Dico no a chi vende l’acqua calda descrivendola con un neologismo.

Dico no a chi compra l’acqua calda solo perché ha una targa estera.

Dico no a chi è così cieco da non capire che tra “addestramento” e “coercizione” ci passa un abisso.

Dico no a chi usa i copia/incolla.

Dico no a chi usa i copia/incolla e li spaccia per farina del suo sacco.

Dico no agli organizzatori che dicono <<I cani non sono ammessi>>.

Dico no a quei docenti che scelgono i cani per i loro seminari, cercando puntualmente il ribasso.

Dico no a tutti quelli che non hanno le palle per fare nomi e cognomi nei loro attacchi online, perché evidentemente l'assumersi una responsabilità non è nelle loro corde.

Dico no a chi non ha ancora capito che tra un "albo" e un "elenco/registro" ce ne passa come tra un "medico" e uno "stregone".

Dico no a chi suppone e non domanda.

Dico no a chi bypassa i confronti diretti; magari dicendo <<Ho di meglio da fare>>.

Dico no ai seminari cinofili fatti di chiacchiere e slide.

Dico no al cinofilo che pur avendo firmato un codice deontologico, spala merda sul prossimo o sul collega.

Dico no a chi crede di avere la verità cinofila in mano.

Dico no a chi dimentica i suoi inizi e giudica i neofiti o i proprietari.

Dico no a chi parla di lupi riferendosi ai cani.

Dico no a chi parla di cani randagi mettendoli in parallelo con i cani domestici.

Dico no a chi abusa dell’etimologia di lingue estinte per far valere le sue tesi.

Dico no a qualunque metodo di lavoro con i cani che non sia suffragato in sede etologica/scientifica.

Dico no a chi non vede nella critica un momento di confronto.







Dico si a chi addestra

Dico si a chi lavora con i cani.

Dico si a chi se ne prende cura con coscienza e competenza.

Dico si a chi ha il coraggio di assumersi una responsabilità reale davanti ad un proprietario in difficoltà.

Dico si agli allevatori.

Dico si alle razze.

Dico si ai meticci.

Dico si a chi vede nel cane problematico un valore aggiunto.



Dico si 
alla bellezza del cane 
e a tutto ciò che la compone.



Claudio Mangini

PH: Federica Cuccagna